Presentazione del saggio: "POCHE. La questione di genere nell'industria culturale italiana".
Alessandra Micalizzi, curatrice del saggio, in dialogo con Isa Maggi, coordinatrice nazionale Stati generali delle Donne.
In collaborazione con Equaly e Stati Generali delle donne.
Evento all'interno del progetto Civil Week.
Il progetto Civil Week nasce dall’esigenza condivisa di alcuni importanti soggetti del territorio metropolitano milanese, i quali supportano e promuovono in varie forme il Terzo settore e le espressioni di partecipazione, cittadinanza attiva, solidarietà ed economia civile sia a livello locale, sia nazionale, di dar voce e forza alle moltissime esperienze positive, costruttive e generatrici di bene presenti nella città metropolitana di Milano, pur mantenendo uno sguardo rivolto a tutto il Paese.
Il saggio si propone come un’opera corale, in grado di raccogliere alcuni dei più recenti contributi sulla riflessione intorno ai media e al genere, focalizzando l’attenzione su tre ambiti precisi: l'industria videoludica, audiovisiva e musicale. All’interno di una cornice di stampo prevalentemente socio-culturale, si collocano i diversi contributi che, pur riflettendo su aspetti diversi dell’industria culturale, propongono riflessioni innovative a partire da ricerche sul campo.
Il tema della discriminazione di genere è oggetto di riflessione sociologica da molto tempo, con un affondo specifico sulla costruzione di senso intorno alla rappresentazione sociale del femminile da parte dell’industria culturale, intesa come fucina di produzione e veicolazione di modelli che contribuiscono alla costruzione dell’immaginario di genere. Forse più trascurata è la prospettiva che vede la stessa industria da un punto di vista organizzativo: come contesto di lavoro, come sistema che produce risorse economiche, e in cui vengono negoziati ruolo e potere.
I due ambiti costituiscono due facce della stessa medaglia poiché, sebbene i contenuti creativi prodotti e scambiati dai media siano il risultato di processi osmotici complessi tra media e pubblici, inevitabilmente essi riflettono le logiche di potere che orientano le scelte dei contenuti, la loro costruzione e i messaggi di cui si fanno portatori.
Il libro desidera porsi come una prima raccolta di riflessioni congiunte – di figure senior e junior del mondo accademico – intorno ai gender studies applicati al mondo dei media creativi, all’interno dei quali l’alibi del talento diviene la principale motivazione per celare discriminazioni radicate che si riflettono sull’industria, come organizzazione, e sui modelli culturali di cui è co-costruttrice.
Biografia di Alessandra Micalizzi:
Alessandra Micalizzi è sociologa, psicologa e dottore di ricerca in comunicazione e nuove tecnologie. È docente al SAE Institute e Professoressa Associata in Sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università digitale Pegaso. Dopo il dottorato è stata assegnista di ricerca presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM.
Ha insegnato allo IUSVe di Venezia e Verona, allo IUSTo di Torino e allo IED di Milano.
È co-founder e vicepresidente dell’associazione Play-Ability, la prima realtà italiana che si propone di fare ricerca e interventi in ambito socio-psicoeducativo con l’ausilio del gioco (tradizionale e digitale). È membro del board scientifico della rivista italiana Narrare i Gruppi, della rivista internazionale Online Information Review [Classe A], della rivista Humanities and Social Sciences Communications [Classe A].
Dirige la collana Communication processes & cultural practices presso la casa editrice universitaria WriteUp Books [Open Access].
È coordinatrice del primo osservatorio qualitativo sul GAME e nel 2022 ha coordinato il progetto internazionale, cofinanziato da CEI Initiative, dal titolo #Playseriously, dedicato all’implementazione di un videogioco come spazio della relazione adulto-bambino nelle fasi di screening per DSA. È principal investigator per il progetto PRIN per l’unità SAE, dedicato allo sviluppo di ambienti Smart nel Metaverso per le performance musicali.
È visiting professor e membro del board del master internazionale NaaD (Architecture and NeuroScience- Coord. Prof Davide Ruzzon).