di Antonella Cilento, in dialogo con Laura Bosio e Marta Morazzoni.
Un romanzo storico vertiginoso, che si muove per cerchi concentrici dalle notti mitiche dell’impero assiro fino all’Italia dei giorni nostri.
Può la vendetta durare per millenni? Ninive, VI secolo avanti Cristo: la vita di Libbali, giovane sposa del dio-re Assurbanipal, scorre secondo un immutabile rituale fino a che alla zigurrat reale non arriva un giovane prigioniero ebreo dagli occhi color lapislazzulo. Tra Avhiram e lei scoppia una passione travolgente che costa la vita alle sue figlie: ma prima che anche Libbali venga uccisa una bambina armata di lanterna la trascina via in una fuga senza fine. Londra, 1848, l’archeologo Henry Layard, scopritore delle città assire, è perseguitato dalla visione di una giovane donna in compagnia di una bambina. Nella Napoli devastata dalla peste del 1656 Aniello Falcone, pittore di battaglie, incontra la maga Albalì e una bambina bionda. Nel 1683 l’erudito Sebastiano Resta recupera un disegno di Falcone che allude a una madonna o a una maga. È il 1881 quando Filomena Argento, ultima di una schiatta di setaioli, eredita il disegno e incontra la misteriosa Madame Ballu e sua figlia. Infine, Alice e Angelo subiscono le conseguenze di un fallimento: uomini e donne il cui destino sarà segnato dall’incontro con una misteriosa coppia formata da una maga e una bambina. Anche la più violenta delle vendette si attutisce, secolo dopo secolo: colpa della memoria che si cancella e perde, dalle tavolette cuneiformi alla memoria dei computer.
“Chi può sapere quante volte siamo già stati qui, in questo sogno dove tutti abitiamo?”
“Stia in guardia dal passato, Mr Layard, cerca sempre di raggiungerci, non importa quanto andiamo veloci.”
“Quando, in quale epoca, gli occhi delle donne sono diventati mansueti, come quelli delle bestie da pascolo? La donna che lo ha fissato sulle scale del British viene da un mondo in cui non è così: lei è un predatore e lui è la preda, ora ne è certo. E poi quella bambina, vestita di bianco, i piedi nella neve...”
Antonella Cilento (Napoli, 1970) Nel 1993 ha creato il laboratorio di scrittura creativa Lalineascritta. Dal 2019 ha ideato e coordina il primo Master di scrittura ed editoria del Sud Italia, SEMA. Dirige la rassegna di letteratura internazionale “Strane Coppie” e collabora con la Repubblica. Tra le sue opere, tradotte in numerosi paesi, Lisario o il piacere infinito delle donne (Mondadori 2014 e Bompiani 2024, finalista al Premio Strega e vincitore del Premio Boccaccio), Non leggerai (Giunti 2019) e La caffettiera di carta (Bompiani 2021).