di Stefano Ferri in dialogo con Carlamaria Tiburtini, Diversity and Inclusion Leader.
Un’avvincente storia umana che si snoda tra i secoli, le strade e i personaggi di Milano, dall’alto Medioevo, attraversando momenti cruciali della Storia della città. Un racconto che si muove tra persone semplici, piccole e sconosciute i cui gesti d'amore, però, sono riusciti a restare nella Storia. Ma parla anche di personaggi storici, delle cui gesta Milano porta ancora traccia. E parla di riso, un chicco minuscolo a cui la città deve il suo più noto piatto della tradizione e il cui progressivo introdursi rappresenta il fil rouge della narrazione. Un romanzo storico, una immensa saga di Amore, le cui tracce travalicano i tempi e sono giunte fino a noi.
Anno Mille. In uno sperduto feudo del Regno di Lombardia la routine del contadino Guglielmo viene funestata dall’improvvisa – e gravissima – malattia della giovane moglie Rosa. Deciso a non rassegnarsi all’idea di perderla, mentre sacrifica tutto il raccolto a un viaggio della speranza allo Spedale di Milano, s’inventa un modo per non togliere il cibo di bocca ai suoi bambini: una pietanza sconosciuta chiamata riso, insaporita col contenuto dell’osso grande del bue. È la stessa pietanza che ritroviamo secoli dopo nella Milano di San Carlo Borromeo, tinta di giallo zafferano da un pittore del cantiere del Duomo, e che dopo la peste del 1576-77 lascerà una traccia perenne nei miti e nei riti dell’amore. Una storia emozionante, indicativa del senso della vita quant’altre mai.
Stefano Ferri (Milano 1966) vive a Milano. Nel 2004 ha ricevuto il Premio Hilton per il giornalismo in turismo d’affari e nel 2006 il Premio Italia for Events per la stampa di settore. Nel 2022 gli è stata assegnata la menzione al TTG Star Award e nel 2023 è stato inserito fra i cento personaggi più influenti della meeting industry mondiale. Con Mursia ha pubblicato Crossdresser. Stefano e Stefania, le due parti di me (2021).