FAR FADING WEST di Luisa Menazzi Moretti
L’ autrice dialogherà con Leonardo Merlini giornalista di AskaNews; Adriano Solidoro, professore dell’Università degli Studi Milano-Bicocca e studioso di temi del lavoro e Luca Fiore, critico di fotografia e curatore indipendente.
La fotografia come ultimo sguardo su una società che si sta perdendo. Riflessioni su mondi che scompaiono, tra Texas e Italia.
Far Fading West è un libro fotografico, 169 scatti che raccontano la dissoluzione di un mondo, tappeti scoloriti dalla polvere, intonaci sbiaditi, assi di legno mangiate dai tarli, strade spaccate dal sole, villaggi fantasma nel grigiore bucato da sprazzi di colore di murales e vecchi cartelloni, un Texas che va scomparendo, nell’ombra di poche figure umane, che solitarie si aggirano tra ciò che resta e si aggrappano allo scheletro di un mondo che non può ritornare. Come Il cowboy che lentamente, in sella al suo cavallo, percorre una modernissima, deserta autostrada di Houston. Solitudini catturate dal lavoro di Luisa Menazzi Moretti, l’autrice, italo americano, che di questa dualità di identità e cultura arricchisce lo sguardo nel passaggio delle immagini attraverso l’obiettivo.
Ma la dissoluzione di questo mondo - un mondo, il West, che per tanti anni è stata iconografia viva nell’immaginario collettivo italiano – la sua solitudine, questo ultimo tentativo di restare attaccati, senza forza, ma con un gesto quasi necessario a ciò che sta scomparendo, raccontato negli scatti di Far Fading West è qualcosa che non è lontano, non è solo Texas e non è solo un luogo. E’ uno stato mentale. E’ una “mistica” universale, che – attraverso il rispetto e la delicatezza dell’obiettivo dell’artista che ha raccolto queste immagini – parla a tutti. Parla alla solitudine e al disgregarsi delle periferie italiane, all’abbandono di aree industriali, al disfacimento di un tessuto sociale, di un’economia, manifatturiera ma anche agricola, che ancora non è riuscita a reinventarsi, in bilico fra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, oltre le tenaglie della “modernità”.
Far Fading West parte dal Texas, ma parla all’Italia, per questo dal libro fotografico è nato un progetto di dialogo, attraverso la presentazione del lavoro in librerie e biblioteche, selezionate in base alla loro attenzione all’arte e al sociale. Incontri per parlare di un mondo, quello del Texas, ma anche per riflettere sul racconto universale dell’uomo che cerca di non perdere il suo passato, mentre lotta per prendersi il futuro, della solitudine che spesso attraversa il cambiamento, di una crisi economica e sociale che ha cambiato anche i nostri paesaggi. Per questo all’incontro non sarà presente solo l’autrice degli scatti e del libro, Luisa Menazzi Moretti, ma anche un giornalista, con il compito di moderatore, e alcuni ospiti che potranno spaziare il dialogo dall’arte all’urbanistica, o dall’estetica al progetto sociale, dalla filosofia alla fotografia, per creare così momenti di riflessione, ché la fotografia viva non è solo da guardare, restituisce il significato profondo di ciò che coglie, emoziona e fa discutere, lancia interrogativi e costringe, delicatamente, a costruire risposte. Presente all’incontro anche la critica Roberta Valtorta che ha contribuito al libro fotografico.
BIOGRAFIA
Luisa Menazzi Moretti (Udine, 1964) all’età di tredici anni lascia l’Italia per trasferirsi con parte della sua famiglia in Texas, dove frequenta le scuole e l’università. In quegli anni segue corsi di fotografia prediligendo lo sviluppo e la stampa in bianco e nero. Ritorna a vivere in Europa, si laurea in Lingue e Letterature Straniere Moderne all’Università degli Studi di Udine, lavora a Londra
per poi trasferirsi in Italia dove ha vissuto a Bologna, Roma, Venezia e Napoli. In anni recenti ha trasformato la sua passione per la fotografia conferendole progettualità e dedicandosi all’attività espositiva ed editoriale. Tra le mostre si segnalano Far Fading West, Galleria Capoverso, Genova (2024-25); Ricordo, rivedo, progetto dell’autrice per la mostra collettiva Il Vittoriale delle Italiane, esposta al Vittoriale nell’ambito della programmazione di Brescia Photo Festival 2024, Dieci anni e ottantasette giorni, un lavoro sulla vita dei carcerati nel braccio della morte in Texas presentato alla Robert F. Kennedy International House of Human Rights a Firenze (2024), al Ma.Co.F - centro della fotografia italiana – a Brescia (2023), al Museo Santa Maria della Scala di Siena (2017) all’European Month of Photography (EMOP) di Berlino (2016); Io sono, un progetto sui rifugiati, ospitato al MUDEC di Milano (2021), al Palazzo delle Arti di Napoli (PAN), al Museo Nazionale di Palazzo Lanfranchi a Matera e al Museo Archeologico di Potenza (2018); Solo, ospitato al MATA nell’ambito del Festival della Filosofia di Modena (2019); Somewhere, Villa Manin, Udine (2016); Tre Oci tre mostre, Fondazione Tre Oci, Venezia (2015); Words, Forum Universale delle Culture, Napoli (2015), Galleria Civica Tina Modotti, Udine, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, Pordenone (2014); Cose di natura, un progetto per la Galleria d’Arte Moderna di Genova (2014). Suoi libri sono stati pubblicati da Artem, (Far Fading West, 2023), Giunti Editore (Io sono/I Am, 2017), Contrasto (Ten Years and Eighty Seven Days, 2016), Gente di Fotografia (Somewhere, 2016) e ancora Artem (Cose di natura / Nature’s Matters, 2014 e Words, 2013). Tre progetti dell’autrice, Dieci anni e ottantasette giorni, Io sono e Casa mia – un video dedicato ai bambini dei Quartieri Spagnoli di Napoli dove l’artista vive parte dell’anno – sono stati premiati con quattro menzioni d’onore dall’International Photography Awards di New York.
Biography:
At the age of 13, Luisa Menazzi Moretti (Udine, 1964) left Italy to move with part of her family to Texas where she went to high school and college. In those years she attended photography courses, showing a preference for developing and printing blackand- nwhite photographs. She came back to live in Europe and got her degree in Modern Foreign Languages and Literature at the University of Udine; she worked in London and then moved back to Italy where she lived in Bologna, Rome, Venice and Naples. In recent years she had transformed her passion for photography into projects, exhibits and publishing. Among her exhibits: Far Fading West, Capoverso Gallery in Genova (2024-25); I Remember, I See Again, for the exhibit Il Vittoriale delle italiane at the Vittoriale in Gardone Riviera for Brescia Photo Festival 2024.Ten Years and Eighty-Seven Days, a work on the death penalty, nshown at the Robert F. Kennedy International House of Human Rights in Florence (2024), the Ma.co.F,- Center of Italian Photography - in Brescia (2023), the Santa Maria della Scala Museum in Siena (2017) and the EMOP – European Month of Photography in Berlin (2016); I Am, shown at the MUDEC in Milan (2021), at Palazzo Lanfranchi National Museum of Matera (2018), at the Archeological Museum of Potenza (2018), at the Palace of the Arts (PAN) in Naples (2018); Solo, at the MATA for the Philosophy Festival of Modena (2019); Somewhere at Villa Manin, Udine (2016); Tre Oci tre mostre at the Tre Oci Foundation in Venice (2015); Words, shown at the Universal Forum of Culture, Naples (2015), at the Gallery Tina Modotti in Udine and Museum of Modern and Contemporary Art in Pordenone (2014); Nature’s Matters, and exhibit for the Modern Art Museum of Genova (2014). Her books have been published by Artem (Far Fading West, 2023), Giunti (I Am, 2017), Contrasto (Ten Years and Eighty-Seven Days, 2016), Gente di Fotografia (Somewhere, 2016) and again Artem (Nature’s Matters, 2014 and Words, 2013). Three of her projects, Ten Years and Eighty-Seven Days, I Am and My Home – a work dedicated to the children of the Spanish Quarters in Naples, where the artist lives part of the year – have been awarded with four Honorable Mentions at the International Photography Awards of New York.