di Massimo Biecher, in dialogo con Roberto Caracci
La religione che prendeva il nome da Orfeo, era molto diversa dalla quella politeista che siamo abituati a conoscere dai tempi delle scuole. Non solo si trattava di un credo monoteista la cui dignità fu riconosciuta dalla Chiesa bizantina prima e dalla Chiesa romana in epoca rinascimentale poi, ma su di essa si basò la filosofia presocratica. Inoltre, per mezzo della rilettura in trasparenza alla James Hillman dei versi analizzati, avremo modo di vedere come gli antichi Greci la considerassero una delle strade per giungere alla conoscenza di sé.
Massimo Biecher è cultore di mitologia e pubblica saggi che, rileggendo le storie mitologiche dell’antica Grecia attraverso le lenti della psicologia archetipica di James Hillman, mettono in evidenza i riferimenti simbolici al modo della psiche.
Roberto Caracci, narratore e saggista, vive e lavora a Milano. Si occupa di filosofia e psicoanalisi. Ha tenuto conferenze sulla narratologia del sogno e sul pensiero moderno, da Bergson a Nietzsche, da Freud a Severino. Dirige da vent'anni un noto Cenacolo letterario-filosofico a Milano, il "Salotto Caracci". Ha pubblicato con Moretti&Vitali: Epifanie del quotidiano, 2010; Il Ruggito del Grillo. Cronaca semiseria del comico tribuno, 2013; Le maschere del senso. Come inganniamo il tempo, la morte, lo stupore di esistere, 2016; Cella della dea, 2018; Le crepe del paradiso, 2021; Ponti sull'abisso. La domanda di senso nell'epoca della zavorra triste, 2024.