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Presentazione del libro "LE BLASPHÈME DE PASOLINI"
27 Mag 18:00
Until 27 Mag, 19:30 1h 30m

Presentazione del libro "LE BLASPHÈME DE PASOLINI"

di Pierre-Paul Carotenuto. Presentano Giuseppe Polimeni e Monica Barsi

Pier Paolo Pasolini e Francesco d'Assisi, un incontro inatteso che però ha lasciato tracce nell’opera del regista de Il Vangelo. Oltre al francescanesimo esplicito di Uccellacci e uccellini, la sceneggiatura inedita di Bestemmia lascia intravedere un francescanesimo blasfemo dagli effetti sovversivi. La figura di san Francesco d’Assisi occupa un posto intrigante nell’opera di Pasolini, anche se spesso è meno visibile rispetto ad altre influenze religiose. Sebbene Pasolini abbia esplorato il cristianesimo nei suoi film e scritti, l’impronta del francescanesimo e di san Francesco rimane un tema misterioso, spesso poco sfruttato. Negli anni ’60, Pasolini aveva pensato di realizzare un film su Francesco d’Assisi, ma questo progetto non vide mai la luce. Eppure, Francesco si fa strada discretamente nel suo lavoro, soprattutto in Uccellacci e uccellini (1966), dove Pasolini offre una visione parodica e poetica del santo, in particolare attraverso la riscrittura del Cantico di frate Sole. Ma la presenza di Francesco non si limita a questa sola apparizione. Nei suoi scritti, Pasolini immagina anche un personaggio totalmente inedito: Bestemmia, un santo « sottoproletario » che rielabora il Cantico per farne un atto di ribellione. Questa reinvenzione di Francesco non mira a glorificarlo, ma a farne un simbolo di contestazione sociale e politica. Francesco diventa così una sorta di santo rivoluzionario, in rottura con le tradizioni cristiane classiche. Nei suoi poemi e romanzi, Pasolini usa Francesco come simbolo per esprimere idee radicali. Piuttosto che rappresentare un modello di purezza religiosa, lo utilizza come figura sovversiva, portavoce di una santità popolare e ribelle. Questa rilettura del francescanesimo permette a Pasolini di criticare le ingiustizie sociali e politiche del suo tempo. Lontano dall’essere un semplice omaggio, la figura di san Francesco in Pasolini è un vettore di trasformazione, un mezzo per ridare voce a chi spesso viene dimenticato.

Giuseppe Polimeni è professore ordinario di Storia della lingua italiana all’Università degli Studi di Milano e fa parte del comitato direttivo della Fondazione “Giovanni Verga” di Catania e del comitato scientifico del Centro Nazionale di Studi Manzoniani. È condirettore di “Italiano LinguaDue” e della “Rivista di Studi manzoniani”, delle collane “Vulgare latium. Lingua Testi Storia” (FrancoAngeli) e “Il debol parere. Itinerari alternativi di storia linguistica italiana” (Biblion). Allievo di Angelo Stella e di Maria Corti negli anni della formazione pavese, nel solco della ricerca di Silvia Morgana si occupa di storia dell’educazione linguistica tra Ottocento e Novecento: in quest’alveo si collocano, tra gli altri, La similitudine perfetta. La prosa di Manzoni nella scuola italiana dell’Ottocento (2011) e La lingua della città che non esiste. Italiano e dialetto nella formazione dell’identità nazionale (2020). A Dante ha dedicato i saggi raccolti in Come fronda in ramo. Forme e modelli della varietà nell’Italia dei volgari (2019). Intorno al Manzoni e alla sua idea di parola sempre fedele al pensiero si concentrano le ricerche confluite nel volume Il filo della voce. Indagini sul pensiero linguistico di Manzoni e sui Promessi sposi (2020). Per i tipi dell’Accademia ha curato Lingua letteraria e lingua dell’uso. Un dibattito tra critici, linguisti e scrittori: «La Ruota» 1941-1942 (2013) e, con Giovanna Frosini, Dante, l’italiano (2021).

Monica Barsi è professore associato di Lingua francese presso l’Università degli Studi di Milano. I suoi studi sono rivolti agli ambiti d’interesse della storia della lingua francese, della traduzione e della lessicografia francese e franco-italiana e alla didattica delle lingue straniere, in particolare del francese, e dell’italiano. Tra i lavori recenti, si ricordano gli studi sul poligrafo Gabriele Simeoni, sulle traduzioni rinascimentali di Omero, sulla grammaticografia ottocentesca e sulla storia dell’insegnamento delle lingue straniere nelle università italiane all’interno della ricerca condotta dal Centro interuniversitario di Ricerca sulla Storia degli Insegnamenti Linguistici.

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