a cura di Andrea Meregalli. Introduce Giuseppe Carrara
Tra le voci testimoni della Shoah, quella di Etty Hillesum (1914-1943), ebrea dei Paesi Bassi, ha suscitato discussioni e controversie dal momento che sceglie liberamente di condividere il destino della sua famiglia e del suo popolo, benché avesse la possibilità di rifugiarsi all’estero. Cresciuta in un contesto laico, decide di lavorare come volontaria nel campo di raccolta di Westerbork, fino ad essere deportata e assassinata ad Auschwitz. La lettura dei Diari, scritti tra il 1941 e il 1943, e delle Lettere permette di sondare i pensieri e i sentimenti di una donna della modernità che si interroga sul destino proprio e dell’umanità intera.
Andrea Meregalli è Professore Associato di Lingue e Letterature Nordiche presso l'Università degli Studi di Milano. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Filologia e Linguistica Germanica presso l'Università di Siena nel 2009. I suoi principali ambiti di ricerca comprendono la letteratura medievale, con particolare attenzione all'agiografia in antico norreno, nonché autori moderni e contemporanei, tra cui Henrik Ibsen, Tarjei Vesaas, Thorkild Hansen ed Erlend Loe. Si è inoltre occupato di tematiche linguistiche, in particolare del rapporto tra lingue e nazionalismo nella Danimarca e nell'Islanda del XIX secolo.
Giuseppe Carrara insegna Critica e Teoria della Letteratura all’Università degli studi di Milano. I suoi interessi di ricerca includono i rapporti fra letteratura e cultura visuale, la narrativa contemporanea, la poesia del Novecento, le forme letterarie del desiderio nel XIX secolo. È autore delle monografie Il chierico rosso e l’avanguardia. Poesia e ideologia in Triperuno di Edoardo Sanguineti (Ledizioni, 2018) e Storie a vista. Retorica e poetiche del fototesto (Mimesis 2020). Con Laura Neri ha curato Teoria della letteratura (Carocci, 2022).